Quale futuro per le scuole della provincia?
Quale futuro per le scuole della provincia?

In queste settimane si consuma uno dei rituali più importanti per il mondo della scuola, quello delle nomine di insegnanti e dirigenti. La scadenza è il 31 agosto.

Un problema molto sentito anche a Santarcangelo, dove già la mancanza di un Istituto onnicomprensivo rende difficile il coordinamento fra le attività e i progetti dei diversi ordini di scuole; a questo si aggiunge che da anni le nostre scuole sono affidate a dirigenti reggenti, magari anche bravi ma che per la temporaneità dell’incarico non riescono a garantire continuità di progetto. La lista civica Una Mano per Santarcangelo ha da tempo denunciato il disinteresse e la superficialità con cui le precedenti amministrazioni hanno NON affrontato la questione, evidentemente ritenuta non abbastanza importante per aprire confronti anche forti con altri uffici dell’amministrazione dello stato.  In campagna elettorale il Sindaco Alice Parma ha invece dato grande risalto ai problemi della scuola, indicandola fra le priorità del proprio mandato e promettendo di battersi perché le scuole di Santarcangelo avessero finalmente dirigenti non di passaggio. Ora che la scadenza per le nomine si sta avvicinando, il 31 agosto è dietro l’angolo, chiediamo, cosa dobbiamo aspettarci?

Purtroppo le notizie che abbiamo sono preoccupanti. Mentre l’ufficio di ambito territoriale, l’ex provveditorato, rende noto che nella provincia ci saranno 81 insegnanti in più, si sta creando una situazione assai critica sul fronte dei dirigenti scolastici. Non solo non ci sarebbero nuove nomine, ma una legge nazionale sulla pubblica amministrazione, che il senato potrebbe approvare in via definitiva il 24 agosto, renderebbe impossibile possibile prorogare l’incarico a molti dirigenti in età pensionabile che hanno dato disponibilità a proseguire l’attività. Nulla di che, il loro lavoro può essere svolto da nuovi assunti. A meno che le graduatorie risultanti dall’ultimo concorso siano esaurite, perché in questo caso l’unica soluzione per sostituire i dirigenti improvvisamente in uscita sembrerebbe il ricorso alle reggenze dato che non ci sono i tempi per indire nuovi concorsi.

Qual è la situazione nella provincia di Rimini? Pare che siamo proprio in questa situazione. Graduatorie esaurite, nonostante l’ultimo concorso, indetto su base regionale, quindi da un ente che in teoria dovrebbe conoscere le necessità del territorio, risalga a pochi anni fa; si profilerebbe quindi un ricorso massiccio alle reggenze, anche per molti Istituti onnicomprensivi, e parliamo di scuole che arrivano ad avere un migliaio di studenti; per quanto riguarda la scuola dell’obbligo , su 26 fra istituti onnicomprensivi, circoli didattici eravamo già a 7 reggenze , fra cui tutte le “piccole” scuole di Santarcangelo che resterebbero quantomeno nella stessa situazione. Dobbiamo usare il condizionale perché in questo momento l’unica cosa certa è che non c’è informazione su questa situazione, tanta preoccupazione fra gli operatori ma nulla trapela al di fuori.

E allora l’allarme vogliamo lanciarlo noi, una piccola lista civica locale, anche se il nostro Comune sembrerebbe il meno toccato; ma non ci tiriamo indietro quando si tratta di affrontare i problemi del territorio in una accezione più ampia, soprattutto se riguardano i servizi essenziali.
Chiediamo che sia chiaramente spiegata la situazione. Se la legge venisse confermata in questa forma, quanti sarebbero i dirigenti non prorogabili, e quindi i posti da coprire con nuove assunzioni? Le graduatorie sono capienti e quindi si procederà ad incarico, o ci sono altri motivi per non assumere? O sono esaurite? C’è possibilità di mobilità diversa o no? Quante sono le nuove reggenze previste?

In pratica, quale sarà la situazione nella provincia, scuola per scuola, se venisse confermata la norma?

Su questi argomenti ci aspetteremmo una forte mobilitazione da parte di tutti. La situazione riguarda anche Santarcangelo, i “reggenti” che dirigeranno le nostre scuole, di quanti altri Istituti dovranno occuparsi?

Chiediamo ai nostri amministratori, il nostro Sindaco Alice Parma e l’assessore Fussi, insieme ai loro colleghi della provincia a partire dal sindaco Gnassi, che rappresenta il comune più grande della Provincia, se hanno cognizione della situazione che si sta creando. Se stanno agendo al riguardo. Sui parlamentari che ci rappresentano a Roma, perché dovranno essere informati delle ricadute sul territorio di quello che votano e lanciando un allarme per tempo forse si potrebbe prevedere una deroga sui casi come il nostro. Sulla regione, perché anche la meravigliosa squadra dei tecnici regionali qualcosa ha sbagliato se con un concorso costato milioni di euro non si riesce a coprire le necessità per più di due anni, a meno che, da parte di questi enti, non ci sia un disegno preciso di risparmio sulla qualità di una cosa fondamentale per lo sviluppo futuro come è la scuola. E’ singolare che debba essere una lista civica “di paese” a porre pubblicamente queste domande, mentre le Amministrazioni e i partiti che governano questi territori, ormai in linea diretta fino a Roma, o non sanno o continuano a gestire le cose in silenzio. Invece di coinvolgere genitori, i comitati, insegnanti e la società intera nella difesa della scuola, dopo averla tanto sbandierata in campagna elettorale, dal locale al nazionale come priorità. Ma evidentemente, passare dalla retorica alle azioni concrete è tutta un’altra storia.

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