OSPEDALE: SILENZIO DA PD e ASL
OSPEDALE: SILENZIO DA PD e ASL

Una Mano per Santarcangelo è stata fra i promotori ed ha aderito convintamente al tavolo di lavoro sull’Ospedale Franchini, che coinvolge tutte le forze consiliari nella definizione, insieme all’Amministrazione, delle linee di azione e proposte sull’Ospedale e più in generale sul futuro assetto dell’assistenza sanitaria pubblica territoriale. Forti di questa partecipazione attiva, e della convinzione che un territorio compatto ha più possibilità di ottenere ciò che chiede, ci sentiamo però di intervenire su alcune affermazioni fatte dal sindaco Parma in risposta a Ci.vi.co .
E’ vero, l’abbandono del tavolo oggi può sembrare prematuro. Il sindaco Parma, molto facilmente accusa di volersi smarcare da assunzioni di responsabilità ma la verità è che lo stesso sindaco e l’assessore competente Rinaldi di responsabilità devono assumersi le proprie e non approfittare delle forze di opposizione che, con in mente un obiettivo così importante, dovrebbero acriticamente chiudere un occhio e coprire le mancanze di un’amministrazione che cerca di sfruttare a proprio vantaggio il senso di responsabilità delle stesse.

Su questa partita, gli attuali amministratori stanno mostrando tutta la propria inesperienza, fatta innanzitutto di incapacità di gestione dei rapporti con altri soggetti. Un tavolo di lavoro congiunto, in cui ci è stato chiesto non di “essere coinvolti” ma di essere parte attiva nella battaglia che vede al centro il nostro ospedale e non solo, presuppone condivisione e trasparenza, e che le azioni siano conseguenti ai proclami.

In che situazione ci troviamo oggi? Dopo uscite sulla stampa pressoché unilaterali, nel solco di una cortesia Istituzionale che non rappresenta il tavolo di lavoro, la settimana scorsa si è tenuta la conferenza territoriale, in cui a sindaci e assessori locali è stato presentato, per approvazione, il bilancio preventivo 2014 e il triennale dell’ASL Romagna, insieme ad un non meglio precisato documento programmatico. A distanza di una settimana il tavolo non è stato convocato e i documenti non ci sono stati trasmessi; il bilancio è pubblico ma le considerazioni emerse, le posizioni dei vari comuni, non sono informazioni rilevanti per il tavolo di lavoro?

Per non dire del ’assordante silenzio dell’Asl che, nell’ambito di quel rapporto ritenuto “proficuo” dall’assessore Rinaldi, non solo non risponde sulle grandi domande che tutti vorremmo fare sul futuro dell’ospedale, ma in più di un mese non si è neppure degnata di rispondere al nostro sindaco su una questione semplice come i turni e le reperibilità dei chirurghi. Che non è questione da poco, perché da queste apparenti quisquiglie dipende la possibilità del reparto di chirurgia di lavorare a pieno regime o a ranghi ridotti e quindi di raggiungere o meno il numero di interventi che possono in futuro giustificarne il mantenimento. E figuriamoci se il direttore Des Dorides ha sfogliato un’agenda per darci una presenza in consiglio comunale richiesta addirittura a luglio.

Cos’ha intenzione di fare il nostro sindaco di fronte alla sprezzante mancanza di considerazione che l’ASL, nell’ambito di tale proficuo rapporto, mostra per i rappresentanti eletti dai cittadini? Dato che da più parti si dice che i tempi per prendere decisioni definitive da parte dell’ASL sono stretti, ci vuole almeno informare?

Per concludere, noi siamo pronti a fare la nostra parte, ma a delle condizioni chiare. La prima è che le decisioni prese dal tavolo congiunto siano “sovrane”; chi partecipa impegna la propria forza politica a seguire le linee decise insieme; per parlare chiaro, il PD deve essere presente, cosa che non sempre riesce a fare nonostante al sbandierata priorità dell’argomento, con rappresentanti che abbiano un mandato chiaro che poi non venga smentito o quanto meno ammorbidito in altre sedi. Nessuno vuole rompere la normale cortesia Istituzionale, ma se qualcuno ha equilibri da proteggere diversi dalla difesa dei servizi per i cittadini sul territorio, non può giocare questa partita.

La seconda è che sindaco e assessore imparino cos’è un tavolo di lavoro e quali sono le regole di base del suo funzionamento; condivisione immediata di documenti, convocazioni regolari per ogni aggiornamento, condivisione di ogni parola che esce a nome del tavolo stesso; questa è una proficua collaborazione, se no avrebbe ragione ci.vi.co, ci si chiederebbe di fare la foglia di fico. E sia chiaro che, se siamo stati disponibili a tollerare qualche passo falso, non ci presteremo ad una gestione di questo tipo per lungo tempo.

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